Project Management per Aziende – crescita dell’azienda

 

La crescita della piccola impresa si divide in crescita quantitativa (dimensione - fatturato - organico) e crescita qualitativa (sviluppo organizzativo).

Oltre il 90% delle piccole imprese in Italia restano piccole e non riescono a crescere perchè le strutture sono deboli nelle loro capacità gestionali ed organizzative.

 

Ci sono vari motivi perchè un’impresa ha delle difficoltà nello sviluppo organizzativo:

  • l’imprenditore trova problemi a concretizzare il suo ruolo di organizzatore e gestore di un’impresa
  • le competenze consolidate nella p.i. soprattutto tecnico - produttive e commerciali
  • l’impresa ha problemi di organizzare e gestire il personale nel passaggio dal’implicito all’esplicito
  • le imprese di piccole dimensioni che son sotto organico trova problemi nel formalizzare ruoli, deleghe, coordinamento
  • l’impresa risponde ai problemi che si delineano in modo giornaliero e ha scarsa capacità nella programmazione e nello sviluppo delle competenze professionali di cui si ha necessità
  • l’impresa non ha la capacità di vedere come problema principale la gestione e sviluppo delle risorse umane

 

riga3.gif

 

Lo sviluppo di un impresa è possibile attraverso:

  • confronto sulle problematiche
  • partecipazione del personale
  • decentralizzazione delle responsabilità e dell’impegno verso i collaboratori
  • realizzazione di compiti e ruoli interessanti
  • cooperazione sia all’interno del team di lavoro che fra i vari gruppi lavorativi esterni

 

In una piccola impresa la situazione prevalente riguarda:

  • basso interesse per ciò che riguarda lo sviluppo delle risorse umane
  • delega di ciò che riguarda le attivita in campo amministrativo a gruppi esterni all’impresa
  • gestione dei problemi solo nel momento in cui si presentato
  • basso interesse sulla gestione delle risorse umane
  • mediocre competenza sulle gestione delle risorse umane
  • attività dell’imprenditore focalizzata solamente sulla vendita e sulla produzione
  • decisiva motivazione e valori dell’imprenditore

 

riga3.gif

 

Problemi e necessità:

  • trovare coerenza fra le strategie, lo sviluppo e la programmazione riguardante le risorse umane
  • conseguire competenze su ciò che riguarda la gestione delle risorse umane
  • delineare i vari compiti di gestione e le relative responsabilità fra ruoli diversi (imprenditori, coordinatori, esterni)
  • chiarezza nelle regole e nelle politiche di gestione del personale

 

Tra un’impresa chiusa e una aperta all’ambiente esterno ci sono nette differenze per ciò che riguarda i sistemi di gestione delle risorse umane:

  • nel reclutamento l’impresa chiusa tende a inserire le risorse umane dal basso mentre quella aperta a diversi livelli
  • nello sviluppo l’impresa chiusa tende a produrre internamente mentre quella aperta tende a fare acquisizioni esterne
  • nella formazione l’impresa chiusa tende a farla internamente e a livello generalizzato mentre quella aperta tende a specificarla e dfferenziarla
  • nella valutazione l’impresa chiusa tende ad orientarla sui comportamenti mentre quella aperta tende orientarla sui risultati
  • nello ricompensa l’impresa chiusa tende a porre attenzione alla coerenza inetrna mentre quella aperta tende porla al mercato

 

riga3.gif

 

Cause della mancanza di crescita delle imprese

 

Per far crescere una piccola impresa un imprenditore dovrebbe immaginare come lui stesso sognerebbe fosse nel futuro e adottare conseguentemente le decisioni nel presente per raggiungere quell’obiettivo.

Bisognerebbe evitare questa modalità negativa che hanno gli imprenditori di far “navigare a vista la propria impresa”.

Questa visione circostanziale è uno dei più comuni motivi per cui un’impresa non decolla, eppure ogni impresa ha vissuto almeno una volta il moment di crescita. Quello iniziale, dove si è potuto constatare un aumento di fatturato, di clienti e di organico aziendale.

Superato questo momento iniziano a svilupparsi i problemi, ad esempio l’insoluto dei clienti, le giacenze di magazzino, il mutuo per nuove costruzioni, le complicazioni con le banche, la concorrenza, le tasse.

E’ la fase in cui è necessaria una riorganizzazione mentre parallelamente l’azienda ha conseguito una sua “posizione” sul territorio e tale va difesa.

Nella conservazione di questa posizione può risiedere un nuovo problema. La bassa propensione la rischio può indurre a frenare la crescita.

L’imprenditore deve iniziare un’analisi per comprendere gli errori che si sono verificati, si crea una situazione di instabilità, e ogni sua azione è legata al dubbio. ciò lo porterà ad adattarsi alla situazione.

E’ la fase in cui si insinua la volontà di mollare tutto e accantonare le aspirazioni e i desideri di crescita aziendali.

 




You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply